H2OMIX – I mondi sommersi d RBR Gli Illusionisti della Danza in scena a Thermae Theatrum

Siamo all'interno dell'area degli Scavi Archeologici di Montegrotto Terme, una cornice particolarmente suggestiva per ospitare H2Omix, spettacolo dedicato all'acqua. La scelta del luogo non è casuale: proprio in un territorio in cui l'elemento termale rappresenta un tratto identitario, l'acqua diventa la protagonista assoluta della narrazione, forza generatrice e vitale, ma al tempo stesso elemento distruttivo. Attraverso le sue continue trasformazioni, essa si fa simbolo del legame tra l'uomo e il cosmo, invitando lo spettatore a riflettere sul rapporto tra natura, vita e cambiamento.

Lo spettacolo della compagnia RBR – Gli illusionisti della danza - interpretato da cinque danzatori, con coreografie di Cristina Ledri e Cristiano Fagioli, è articolato in una quindicina di scene scandite da continui cambi di costume e accompagna il pubblico in un viaggio attraverso l'universo acquatico e i suoi molteplici significati. Si passa dal movimento delle particelle d'acqua alla nascita dei fiori e delle prime forme di vita, fino all'apparizione dell'uomo e al suo progressivo insediamento sulla terra. L'essere umano, però, sembra occupare un ruolo volutamente marginale: la scena continua a privilegiare l'acqua nelle sue molteplici forme, dai letti dei fiumi alla pioggia, fino all'immensità dei mari.

ph. Riccardo Bianchi

Le scene si susseguono proponendo immagini e suggestioni molto diverse tra loro. L'impressione complessiva è quella di un collage composto da episodi eterogenei: alcuni momenti risultano efficaci e coinvolgenti rintracciando un filo conduttore, mentre altri appaiono più forzati e meno incisivi sul piano espressivo, slegati dal resto. Questa frammentarietà finisce per rendere lo spettacolo, a mio avviso, difficile da seguire con continuità, indebolendo il filo narrativo e la coerenza dell'insieme.

Bravo il gruppo di danzatori: la tecnica, la presenza scenica e la capacità interpretativa emergono con chiarezza in ogni quadro. Mentre, in alcuni momenti ho avuto la sensazione che i vari quadri scenici appartenessero a linguaggi registici differenti, con il risultato di indebolire l'unità complessiva dello spettacolo. La coerenza è affidata soprattutto all'uso delle luci, delle proiezioni e dei costumi, che costituiscono una matrice visiva solida e riconoscibile.

Avrei preferito una selezione più essenziale dei quadri coreografici, eliminando alcuni passaggi che appaiono ridondanti. Un tema come quello dell'acqua avrebbe potuto aprire a una dimensione fortemente evocativa e suggestiva, che però, a mio avviso, emerge solo a tratti. Le immagini tridimensionali e alcuni costumi possedevano un notevole potenziale poetico e riuscivano a valorizzare diverse coreografie, ma tale intensità non è stata mantenuta con continuità lungo l'intero spettacolo.

L'idea di partenza è interessante e ricca di possibilità, ma la molteplicità di linguaggi e suggestioni finisce per disperderne l'efficacia, lasciando la sensazione di un progetto visivamente affascinante, sostenuto da interpreti di grande qualità, ma drammaturgicamente sembra apparire poco compatto.

 

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