giovedì 15 marzo 2012

La cicala e la formica/ Accademia Perduta Romagna Teatri


Siamo più cicala o formica?

Spesso parliamo di animali e insetti per parlare di noi...l'essere umano è sempre piuttosto egocentrico, anche quando si tratta di raccontare una favola, se questa favola ci permette di insegnare qualcosa.
Divisa nel dilemma, seduta in una platea gremita di bambini al Teatro Don Bosco di Padova per la rassegna TeatroRagazzi, mi rispecchiavo da una parte nei panni della formica, tutta dedita al lavoro, a progettare, ad organizzare a pensare per il domani dall'altra mi sentivo vicina anche un po' alla cicala piena di sogni, vita leggera, l'artista della situazione, senza regole, senza ansie.
E' curioso come questi due insetti rispecchino in realtà una vasta gamma di esseri umani...e spesso anche delle personalità che coabitano in ognuno di noi.
La favola è conosciuta: la formica che lavora tutta l'estate per l'inverno, la cicala che canta tutto il giorno. L'inverno un giorno arriva e la cicala si troverà a fare i conti col freddo e la fame mentre la formica sarà al calduccio nel suo riparo. La storia è rivista e personalizzata dall'Accademia Perduta Romagna Teatri che ci racconta la storia di una cicala e una formica che diventano dei veri e propri personaggi acquistando una personalità quasi umana. La cicala è tremendamente affascinante e trascinatrice, non è soltanto una perditempo, ma ha un autentico talento artistico: una giovane cantate che tiene concerti sui prati e sulle spiagge della Riviera. Mentre la formica che ha una mentalità più realistica, razionale , si occupa del posto di lavoro, della casa e delle piccole gioie e dolori del quotidiano.
Anche il finale è differente dalla favola originaria, qui si fa appello all'amicizia, alla capacità di aiutare un amico in difficoltà, perchè troppo facile sarebbe guardare al proprio "pezzo di terra". Bravi gli attori in scena: Maurizio Casali, Mariolina Coppola e Alessandra Tomassini che creano dei personaggi unici immersi in un pezzo di giardino dove a fare da padrone sono i rifiuti lasciati dagli umani: una scatola di TicTac (casa della formica), una scatola di fiammeri (teatro della cicala) e un tappo di bottiglia (il palcoscenico della cicala).

Uno spettacolo delicato e istruttivo, colorato e divertente, che coinvolge il giovane pubblico in questa storia d'amicizia musica e colori.

domenica 11 marzo 2012

osservare...

Camminare in cerca di qualche particolare da fotografare
perdendosi per i posti che da sempre ci hanno visti crescere,
quei luoghi che ci hanno sempre guardati,
osservati in tutte le fasi della nostra vita...
Ci rendiamo conto che spesso, anzi quasi sempre, non abbiamo mai dato la giusta attenzione a ciò che ci circondava
e rimaniamo stupiti nel vedere "quei posti" con una loro memoria che si rivelano a noi più di quanto non abbiano fatto in vent'anni.
Solo perché abbiamo deciso di vedere...


martedì 7 febbraio 2012

Baby don't cry - Babilonia Teatri/Teatro delle Briciole


Quand'è stata l'ultima volta che avete pianto?
Ma pianto tanto?
Giusto stamattina mi sono interrogata sulla questione mentre assistevo allo spettacolo BABY DON'T CRY per la regia dei Babilonia Teatri con in scena due bravi attori: Marco Olivieri e Francesco Speri al Teatro Piccolo Don Bosco, Padova, per la rassegna Teatro Ragazzi.

Babilonia si contraddistingue sempre e lo fa facendosi riconoscere tra chi già li conosce, con il suo registro inconfondibile di parole e stile che rendono i loro spettacoli davvero POP, mentre si fa amare già dai più piccoli con questo spettacolo che parla di loro, in modo davvero travolgente usando tanti tipi di strumenti: dalle luci, alla musica, dalla voce al corpo, dalle parole ai suoni, dalla magia alla meraviglia. Stupore e divertimento divampa nella platea rumorosa ed eccitata di questi piccoli spettatori.
Due attori aspettano a sipario alzato che il giovane pubblico si sistemi. Stanno li immobili, la scena è ricca di elementi: una carrozzina, un albero di natale, una tastiera, dei fari...e poi tutto inizia, con un pianto, si, un pianto di bambino appena nato. Perché piange? In che lingua piange?
Piangere è sbagliato?
Ridere è il suo contrario?
Chi ha le lacrime più grandi?
Come piangi? Forte? Piano? In silenzio? Urlando? Di nascosto?

Sono tanti i motivi per cui un bambino piange ed è interessante la ricerca che i Babilonia/Teatro delle Briciole hanno fatto, ossia raccogliere testimonianze sui motivi più disparati del pianto, in modo tale che ogni bambino che guarda lo spettacolo si senta coinvolto e si rispecchi in quello che viene raccontato. Non si cerca il motivo più valido, non si giudica, ma si parla ai bambini, e diciamocelo e anche agli adulti, delle lacrime, di come siano uno strumento di comunicazione che possa manifestare in modo più diretto, efficace e genuino tante emozioni. Si piange per tristezza, per dolore, per dispetto, per felicità, per contentezza. Si piange finché non si esauriscono tutte le lacrime, fin tanto che ci rigano le guance...

Bellissima la scena del "coro".
Scendono dall'alto della graticcia diversi grembiuli, tanti quanti le lettere che compongono il titolo dello spettacolo. I grembiuli raffigurano una classe di bambini, diretti magistralmente da uno dei protagonisti. Successivamente i grembiuli cadono lasciando il posto
alle lettere che compongono il titolo dello spettacolo: BABY DON'T CRY, che viene "urlato" istintivamente anche da tutti i bambini in sala...

Perché piangere è liberatorio

E tu...quando hai pianto l'ultima volta?

- piango e stringo il mio pupazzo
i pupazzi fatti a pezzi
ti accarezzo
mi imbarazzo
piange il folle il matto il pazzo - BABILONIA TEATRI

Seconda replica MERCOLEDì 9 FEBBRAIO ore 10 TEATRO DON BOSCO PADOVA
http://www.babiloniateatri.it/

lunedì 23 gennaio 2012

To play or not to play - il dilemma del fare teatro


Avete mai fatto teatro?
Vi siete mai approcciati alla scena?
Avete mai usato il corpo come predominante mezzo di espressione per farvi capire e arrivare alla gente?

Chi non nasconde dentro di se una sana e naturale voglia di essere protagonista? Sul palco come sulla vita rivestiamo dei ruoli.
Spesso quelli della vita li interpretiamo con naturalezza anche perché li consideriamo parte integrante della nostra personalità.
Perché non capire quante parti di noi possono venire alla luce?

To play or not to play è un delizioso Laboratorio di Teatro che "timidamente" si affaccia nel territorio padovano, presso l'Associazione Culturale SWEET BASIL (Albignasego-PD) con due docenti d'eccezione SUSI DANESINI e GAETANO ROUCCO GUADAGNO, per individuare chi come te, che leggi, vuole sperimentare sulla propria pelle le sue molteplici nature.
Gioco teatrale, linguaggio del corpo, testo e voce saranno i protagonisti di questi incontri brevi ma intensi dove si possono liberare le potenzialità più nascoste.

PRIMO INCONTRO MERCOLEDì 25 GENNAIO ORE 20e30 presso SWEET BASIL, Albignasego. PER INFO SCRIVETE A info@sweetbasil.it

"Ciò che noi conosciamo di noi stessi, non è che una parte, forse una piccolissima parte di quello che noi siamo. E tante e tante cose, in certi momenti eccezionali, noi sorprendiamo in noi stessi, percezioni, ragionamenti, stati di coscienza che son veramente oltre i limiti relativi della nostra esistenza normale e cosciente".
(dal saggio Umorismo, Pirandello)