Aspettando i Festival: il training teatrale e lo yoga


Siamo ormai a giugno inoltrato e dopo il periodo delle pioggie monsoniche - che ci hanno costretto a stare ancora chiusi in casa - pare stia permanendo il bel tempo. In questo clima di "stabilità" sono contenta di leggere tutte le conferenze stampa e gli annunci dei miei amati Festival Estivi che avevo paura di non godermi quest'anno.

Sto predendo nota dei periodi e attendo i programmi definiti di chi ancora deve annunciarli; 
nel frattempo oggi ricorre un anniversario speciale: sono sei anni che ho discusso la tesi di formazione insegnanti Yoga e il lavoro che portai, e su cui lavorai tutto l'anno, furono le connessioni del training teatrale e la pratica dello yoga, studiando una sequenza che potessere essere efficace per chi va in scena. 

Come avrete avuto modo di leggere nei post precedenti, è un pò un mio "tarlo", mi piace trovare correlazioni, influenze, contaminazioni tra mondi che appaiono magari diametralmente opposti, ma che invece nascondono diverse similitudini. 
Credo che il training attoriale abbia preso molto dalle tecniche dello yoga, un po lo hanno confermato diverse testimonianze che ho incontrato nei miei studi e che qui vi ho riportato (come K. Stanislavskij e JERZY GROTOWSKI) e un po è stata una tesi avvalorata da incontri che ho avuto con attori e danzatori che impiegavano nella loro pratica preparatoria lo yoga come metodo per aumentare le loro capacità di azione sulla scena e di concentrazione.
Lo yoga è un qualcosa che non rimane immutato nel tempo, ma che muta, si diversifica e viene a sostegno di tante altre pratiche o situazioni per incrementarne il "beneficio" o semplicemente per aiutare nel percorso di ricerca e ascolto di se stessi.

La vestizione del ricercatore: quando abbracci il metodo
Ogni volta che facciamo una pratica yoga, ogni volta che abbracciamo il metodo, è un po come se ci rivestissmo di una armatura, che da un lato crea protezione e dall'altro da particolari attitudini, come se permettesse di compiere azioni che "normalmente" non faremo.  
Immaginandoci proprio come dei guerriri/condottieri la pratica costante, ripetuta, permette di acquisire delle condizioni che normalmente non avremmo, un lavoro di ricerca sensibile le cui tracce rimangono impresse nel corpo nell'istante stesso come anche per alcune ore.
La pratica crea una mappatura nel corpo che permette al ricercatore di seguire quelle tracce, quei punti svelati durante che possono essere solo degli stimoli o anche delle vere e proprie risposte a domande che da molto ci facevamo.
Il lavoro che si fa con lo yoga, dunque, è una ricerca che permette di diventare ancora più efficace se abbinata alla quella del training attoriale.

L'idea di questo spazio è di continuare a cercare testimonianze
a breve potrete leggere delle piccole interviste: contributi di attori, danzatori, performer che usano lo yoga come metodo nella loro ricerca in scena, raccontandoci il loro punto di vista.

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